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Calcola quanto irrigare le colture con impianti a goccia Verifica l'efficienza dell'impianto irriguo ZVN: Direttiva Nitrati
Domande frequenti di irri.it


In questa sezione, che sarà periodicamente ampliata ed aggiornata, è possibile consultare e stampare separatamente le domande frequenti e le relative risposte di irri.it.

Al momento abbiamo inserito 26 domande frequenti.

Impianti di irrigazione

Perché un impianto d’irrigazione efficiente contribuisce al risparmio idrico?
Un impianto d’irrigazione progettato bene è un impianto che distribuisce l’acqua alle piante in modo uniforme. In caso di distribuzione dell'acqua nell'appezzamento in maniera non uniforme l’agricoltore è costretto a fornire l’acqua sufficiente alle piante nella zona in cui l’impianto ne distribuisce di meno. Conseguentemente nelle zone dell’appezzamento in cui l’impianto d’irrigazione distribuisce più acqua le piante ne riceveranno in eccesso determinando un spreco di risorsa. In queste zone più precisamente verranno bagnati strati di terreno più profondi rispetto alla profondità delle radici.

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Quali sono le principali ragioni che causano una disuniformità di distribuzione dell’acqua in un impianto?
L’acqua quando attraversa una condotta a causa dell’attrito che incontra lungo le pareti di questa perde pressione (o carico). Nella maggior parte dei casi la portata degli erogatori (irrigatori, gocciolatori, spruzzatori etc.) aumenta all'aumentare della pressione dell’acqua. Pertanto erogatori posti più o meno vicini alla fonte idrica (o al tubo di testata) possono avere portate maggiori di quelli posti più lontano, questi a causa delle perdite di carico sono sottoposti a pressioini inferiori e hanno portate più basse. Un buon impianto minimizza queste differenze di pressione nei vari punti dell’impianto. Altra causa di disuniformità dipendono dal tipo d’impianto, e dalla disposizione e numero di erogatori in campo.
In irri.it puoi trovare delle applicazioni che calcolano le perdite di carico in diversi punti dell'impianto come quelle che si verificano lungo la condotta di adduzione, nel tubo di testata o lungo le ali piovane. Clicca sul primo indirizzo in basso per utilizzare queste applicazioni.
Nel caso d'impianti a goccia il Software VeProLG/s può calcolare le perdite di carico lungo le ali gocciolanti. VeProLG/s sarà presto disponibile Scricabile dalla rete gratuitamente. Attualmente può essere richiesto all'ARSIA.


Risorse web:
www.irri.it/imp_irr/start_ir.asp

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Quali sono le tipologie di impianti d’irrigazione più efficienti?
Gli impianti d’irrigazione localizzata sono generalmente più efficienti, tuttavia molto dipende dalle condizioni operative e da come è progettato l’impianto. Un impianto d’irrigazione a goccia se progettato male può dare dei risultati meno efficienti di un impianto d’irrigazione a pioggia fissa progettato bene e utilizzato in condizioni operative idonee.
Gli impianti d’irrigazione a pioggia semovente (rotoloni) hanno un efficienza ancora inferiore a quelli a pioggia fissa e questo dipende dalle caratteristiche intrinseche al tipo d’irrigatore. Questi ultimi sono di difficile utilizzo in terreni pesanti in quanto, a causa della loro portata elevata, potrebbero dar luogo a ruscellamento con ulteriore conseguente spreco di acqua. Rotture delle condotte o giunti con guarnizioni non idonee o mancanti determinano fuoriuscita e spreco di acqua anche in impianti ben progettati ma con scarza manutenzione.
Il link in basso fa accedere ad una sezione di irri.it in grado di calcolare, tra le altre cose, per gli impianti a pioggia, anche la percentuale di pioggia che fuoriesce dall'appezzamento che sono causa d'inefficienza. Da tale sezione si può accedere anche al calcolo dell'acqua che si perde per ruscellamento per gli impianti d'irrigazione a pioggia semoventi (rotoloni).
Indipendentemente dall'efficienza dell'impianto inoltre è importante sapere quanta acqua distribuire (volumi) e quando effettuare l'irrigazione per evitare sprechi di risorsa idrica. In questo senso possono essere utili i servizi di gestione dell'irrigazione basati su dati meteo in tempo reale. Riguardo ai volumi da distribuire comunque irri.it può dare delle utili indicazioni nelle varie tipologie di terreno e con i diversi impianti. Anche per queste utili informazioni è necessario accedere all'applicazione partendo dal link qui in basso.






Risorse web:
www.irri.it/imp_irr/start_ir.asp

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Le condizioni operative influiscono sull’efficienza dell’irrigazione?
Le condizioni operative influiscono grandemente sull’efficienza negli impianti a pioggia. Il getto d’acqua che fuoriesce dagli irrigatori può subire delle deviazioni dovute al vento, in queste condizioni il getto invece di distribuire l’acqua uniformemente bagna disuniformemente il terreno. A causa del vento il getto può essere direzionato anche fuori dell’appezzamento. Il vento come anche le temperature eccessive possono determinare inoltre anche perdite dovute all’evaporazione delle gocce d’acqua dal momento in cui escono dall’irrigatore fino a quando toccano terra. Negli impianti d’irrigazione a goccia su colture erbacee gli erogatori sono a diretto contatto con il suolo e le condizioni operative non influenzano l’efficienza di distribuzione. Possiamo infatti irrigare anche con temperature elevate e in presenza di vento.

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Dove si verificano le perdite in un impianto che possono causare maggiori disuniformitĂ  di distribuzione?
In impianti a pioggia fissa e a goccia bisogna stare attenti sia alla perdite di carico lungo il tubo di testata che alle perdite di carico lungo le ali gocciolanti o piovane.

Il link in basso fa accedere ad applicazioni che permettono di calcolare esattamente le perdite di carico nei tubi di testata e nelle ali piovane degli impianti a pioggia.
Per le perdite lungo le le ali gocciolanti degli impianti d'irrigazione a goccia si può utilizzare il software VeProLG/s che a breve sarà scaricabile liberamente dalla rete e al momento può essere richiesto all'ARSIA.

Risorse web:
www.irri.it/imp_irr/start_ir.asp

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Quali sono i parametri che influenzano maggiormente le perdite di carico lungo i tubi di testata, nelle ali gocciolanti e nelle ali piovane?
1) il diametro dei tubi: maggiore è il diametro e minore è la perdita di carico ( a parità di portata) ad esempio un ala gocciolante di diametro 16 mm. ha maggiori perdite rispetto ad una di diametro 22 mm.
2) la lunghezza: maggiore è la lunghezza e maggiori sono le perdite di carico
3) il numero d’innesti o di erogatori: proporzionale alle perdite di carico. Ad esempio un'ala gocciolante con distanza tra i gocciolatori di 30 cm. ha più perdite di carico della stessa tipologia di manichetta che ha i gocciolatori posti a 40 cm.
4) Maggiore è la portata e maggiore sarà la perdita di carico ( a parità di sezione della condotta)


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Cos'è un impianto a pioggia semovente?
L'impianto a pioggia semovente viene anche comunemente chiamato rotolone. esso presenta un unico irrigatore all'estremitĂ  di una lunga condotta. Questa viene svolta prima dell'irrigazione trainando l'irrigatore in cima al campo. Durante l'irrigazione la condotta viente riavvolta e l'irrigatore percorre tutta la lunghezza del campo. Vedi immagine



Vuoi concoscere la portata del rotolone che utilizzi, se è idoneo per i tuoi terreni e le migliori modalità operative? Accedi all'applicazione su irri.it mediante il link qui in basso

Risorse web:
www.irri.it/imp_irr/start_ir.asp

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Fertirrigazione

Che cos’è la fertirrigazione?
E’ una tecnica di concimazione delle colture in cui il fertilizzante viene veicolato mediante l’acqua d’irrigazione.

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Quali sono i vantaggi della fertirrigazione?
I vantaggi sono molteplici:
a) PossibilitĂ  di frazionare maggiormente la dose di concime da distribuire.
b) Possibilità di distribuire il concime in copertura anche quando la coltura impedisce fisicamente l’entrata dei mezzi meccanici in campo.
c) Aumentare l’efficienza di utilizzazione dei fertilizzanti distribuiti aumentando la produttività della coltura e/o diminuendo la quantità di concime da distribuire.
d) Facilità operativa: è più facile introdurre il concime nel fertirrigatore e iniziare l’irrigazione sulla coltura che entrare in campo con uno spandiconcime.
e) Frazionare la dose di concime significa anche evitare d’innalzare bruscamente la salinità della soluzione circolante.
f) PossibilitĂ  di assecondare maggiormente le esigenze nutritive della ianta durante il ciclo produttivo: Fornire piĂš nutritivo alla pianta nei momenti in cui questa ha maggior necessitĂ .
g) Possibilità di acidificare la soluzione nutritiva in modo da offrire alla pianta le condizioni migliori per l’assorbimento di tutti i nutritivi.

Per ulteriori approfondimenti consigliamo di scaricare il manuale sulla fertirrigazione delle colture ortive al link qui in basso.


Risorse web:
www.irri.it/docs/fertirrigazione.pdf

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PerchÊ la fertirrigazione può contribuire alla salvaguardia della risorsa idrica?
Semplicisticamente possiamo dire che un fertilizzante distribuito al terreno può subire due destini: nutrire la pianta o essere trasportato dall’acqua lontano dalla zona radicale, questa ultima porzione di concime può finire nelle falde inquinandole.
Questo schema è valido soprattutto per l’azoto che è molto solubile in acqua e molto mobile nel terreno. Esso può costituire, se non intercettato dalle radici delle piante, un pericoloso inquinante delle falde.
Se noi riuscissimo a destinare tutto il concime alle piante otterremmo minori consumi di fertilizzanti, maggiori produttivitĂ  della coltura e minore inquinamento delle falde.
Con la fertirrigazione, se eseguita correttamente, si ha la possibilità di distribuire i nutrienti in maniera molto frazionata e in qualsiasi fase fenologica della pianta. Abbiamo pertanto la possibilità di destinare la maggior parte del concime alla nutrizione in quanto si può distribuire questo alle piante nel momento in cui queste ne hanno maggiormente bisogno e darne di meno nei momenti in cui la pianta ha un basso tasso di assorbimento di nutritivo. Viceversa, con la concimazione al terreno in fase solida, distribuendo i fertilizzanti in maniera tradizionale siamo costretti a distribuire tutto il concime di cui ha bisogno la pianta con 1 - 3 interventi. Le dosi pertanto sono maggiori e si distribuiscono soprattutto nelle prime fasi quando è possibile entrare in campo con le macchine trattrici. Molto frequentemente il momento di distribuzione del concime solido non corrisponde ha la capacità di assorbirli tutti correndo il rischio di una perdita di nutritivi elevata. Immaginiamo che dopo una concimazione azotata di copertura eseguita senza fertirrigazione avvenga una precipitazione cospicua, parte del concime che non è stato assorbito dalle piante, che si trova sulla superficie del suolo e nella soluzione circolante viene o diluito dall’acqua che s’infiltra nelle falde, o trasportato, per effetto del ruscellamento, verso le fosse di scolo del campo, in entrambi casi, con gravi conseguenze per l’ambiente.
Ovviamente il terreno ha una cerca capacità di “stoccare”(apacità di Scambio Catinico) una parte di nutritivi per renderli disponibili alla pianta nei momenti di maggiore necessità. Nei terreni che hanno minori capacità di trattenere i nutritivi (terreni sabbiosi e poveri di sostanza organica) i vantaggi della fertirrigazione sono maggiori.


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Che cos’è la fertirrigazione in continuo?
E’ un particolare tipo di fertirrigazione in cui s’introduce concime in tutti gli interventi irrigui e l’introduzione del concime dura l’intero arco dell’irrigazione. In pratica la pianta riceve sempre una miscela nutritiva.
Immaginiamo di avere di fronte l’intero volume di acqua che una pianta consuma in un determinato periodo (può essere l’intero ciclo o una determinata fase) nel quale sciogliamo il totale dei nutritivi di cui la pianta ha bisogno, la fertirrigazione in continuo consiste nell’irrigare la pianta con quella miscela.
In realtà per eseguirla è necessario sciogliere i concimi in un volume di acqua relativamente contenuto in modo da fare una un opportuna miscela concentrata ( o soluzione stock) che viene iniettata nell’impianto durante l’irrigazione diluendola in modo che alle piante arrivi sempre la miscela di cui sopra.
L'applicazione sulla fertirrigazione che è disponibile su irri.it, da cui si può acedere tramite il link in basso, calcola la miscela concentrata per la fertirrigazione in continuo.



Risorse web:
www.irri.it/fertcolt/start.asp

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Quali sono i vantaggi della fertirrigazione “in contunuo”
a) In questa maniera si diluisce al massimo il concime da distribuire alle piante si minimizza il rischio di eccesso di nutritivo e di lisciviazione in seguito a piogge successive agli interventi di concimazione.
b) Si minimizza il rischio di eccesso salino
c) La quantità di concime è proporzionale alla quantità di acqua distribuita, molte curve di assorbimento degli elementi nutritivi mostrano per molte colture un andamento simile tra la necessità di acqua e quella dei nutritivi.
d) Con la fertirrigazione in continuo è possibile introdurre acidi (ad esempio acido nitrico o acido fosforico) con funzione fertilizzante, questo è l’unico metodo per fornire nutritivi alla pianta senza aumentare la salinità della soluzione nutritiva e del terreno.

Per ulteriori approfondimenti scarica il manuale sulla fertirrigazione delle colture irrigue al seguente link


Risorse web:
www.irri.it/docs/fertirrigazione.pdf

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Quali sono i vantaggi di una miscela nutritiva acidificata?
Una pratica fertirrigua avanzata prevede l’acidificazione della soluzione nutritiva a valori sub-acidi (pH = 5.5 – 6)
a) Tale pH è il presupposto per un assorbimento ottimale degli elementi nutritivi. Questo vale sia per gli elementi che introduciamo con la fertirrigazione sia per i nutritivi che la pianta assorbe dal terreno, come i microelementi.
b) La correzione del pH è utile per prevenire le incrostazioni di calcare che si possono formare nell’impianto irriguo. L’acidificazine della miscela è opportuna soprattutto con acque con durezza superiore a 20 – 30 gradi francesi (1 grado Francese = 100 mg/l di carbonato di calcio) ovvero maggiori di 200 – 300 mg/l di carbonato di calcio.
c) Con l’introduzione degli acidi fosforico e nitrico nella miscela fertilizzante forniamo alle piante fosforo e azoto senza aumentare la salinità della miscela fertilizzante.
d) Se noi effettuiamo la fertirrigazione con un solo recipiente per la miscela concentrata nel caso di miscela acidificata possiamo utilizzare anche concimi magnesiaci (che sono compatibili con gli altri solo in ambiente acido).

L'applicazione disponibile on-line su irri.it all'indirizzo in basso permette di calcolare le miscele nutritive a pH 6 utilizzando un solo recipiente per la miscela concentrata. Soluzione particolarmente idonea per colture ortive di pieno campo.






Risorse web:
www.irri.it/fertcolt/start.asp

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Quali sono i principali dispositivi per l’iniezione dei fertilizzanti nell’impianto irriguo?
a) Eiettore a tubo Venturi: costo contenuto, idoneo per colture di pieno campo e impianti con portate fino a 1000 l/min., non richiede energia elettrica e determina perdite di carico nell’impianto (minimo 0.7 ATM.). Non è proporzionale pertanto all’aumentare della portata dell’impianto non aumenta proporzionalmente l’iniezione dei fertilizzanti.
b) Pompa dosatrice meccanica volumetrica (tipo Dosatron), costo contenuto ma piĂš alto del tubo Venturi, idoneo per piccoli appezzamenti in serra, con portate fino a 130 l/min (8 mc/h).
c) Sistema a pressione differenziale (fertirrigatore). È costituito da un recipiente in acciaio zincato a tenuta nel quale mediante un dispositivo s’introduce l’acqua dall’impianto che scioglie i concimi posti in esso in forma solida e una volta disciolti la miscela viene reintrodotta nell’impianto. Ha costi contenuti è utilizzato soprattutto per grossi appezzamenti. Con questi dispositivi non è possibile effettuare la fertirrigazione “in continuo” e non è possibile utilizzare miscele acidificate.

Per ulteriri approfondimenti è disponibile il manuale sulla fertirrigazione delle colture ortive all'indirizzo in basso.


Risorse web:
www.irri.it/docs/fertirrigazione.pdf

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Per quale motivo è importante conoscere la Conducibilità Elettrica (CE) della soluzione nutritiva?
La Conducibilità elettrica di un liquido è proporzionale alla quantità di sali disciolti in esso, semplificando possiamo dire che esiste la seguente relazione: CE = 1.56 x C dove CE è la conducibilità elettrica espressa in mS/cm e C è la concentrazione di sali espressa in grammi al litro.
CE eccessive sono dannose alle colture il limite è 2,5 mS/cm per specie relativamente tolleranti (pomodoro, melone, zucchino, carciofo, spinacio) e 1.6 mS/cm per specie sensibili quali lattuga cetriolo fragola. E’ necessario che la conducibilità elettrica della soluzione nutritiva si mantenga entro questi limiti.
Una misura della conducibilità elettrica prima dell’acqua d’irrigazione e poi della soluzione circolante può darci un’indicazione della quantità di concimi immessi nella soluzione nutritiva con la fertirrigazione. Il piano di fertirrigazione in continuo può riportare anche il dato dell’aumento di conducibilità della soluzione nutritiva rispetto alla CE dell’acqua d’irrigazione. Come controllo possiamo misurare la CE sia dell’acqua d’irrigazione sia della miscela fertilizzante e verificare se corrisponde a quanto calcolato nel piano di feretirrigazione.

L'applicazione per il calcolo della miscela di fertirrigazione che si trova su irri.it (vedi link in basso) restituisce come output anche l'aumento della conducibilitĂ  dovuto all'introduzine dei concimi della miscela con un calcolo piĂš accurato della relazione semplifcata CE = 1.56 x C suindicata.



Risorse web:
www.irri.it/imp_irr/start_ir.asp

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Come si misura il contenuto in sali e il pH della soluzione nutritiva?
Esistono in commercio delle apparecchiature, conduttivimentri e pHmetri, in grado di rilevare questi valori della soluzione nutritiva mediante una misurazione istantanea. Basta prelevare un po’ di soluzione nutritiva che fuoriesce dai gocciolatori e introdurre nel liquido prelevato la sonda del pHmetro/conduttivimetro avremo la lettura sul display. Il contenuto in sali è una misura indiretta in quanto l’apparecchio misura la conducibilità elettrica dal quale si può ricavare il contenuto in sali disciolti.
Assicurarsi che l’apparecchiatura sia tarata. Questi strumenti di misura sono indispensabili nel caso si attui una fertirrigazione in continuo con utilizzo di acidi.



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Quanto concime devo distribuire di fondo e quanto con la fertirrigazione nelle colture annuali?
A questa domanda non possiamo dare una risposta precisa, teoricamente è possibile distribuire anche tutti gli elementi fertilizzanti con la fertirrigazione ed è quanto succede molto spesso nelle colture in serra. In pieno campo invece è bene distribuire una parte di concime come fondo e una parte con la fertirrigazione. Infatti dobbiamo tenere presente le precipitazioni naturali che potrebbero impedire l’irrigazione e la fertirrigazione per periodi più o meno lunghi. Quindi dipende dalla quantità di piogge che solitamente cadono nella zona e dal ciclo della coltura (se primaverile estiva, anticipata, semiprotetta, o estivo autunnale). Solitamente per colture primaverili estive (melone, pomodoro, cocomero pacciamato in pieno campo) in zone con scarse precipitazioni tra maggio e agosto come in Val di Cornia (LI) si può distribuire il 20-30 % dell’azoto e del potassio come fondo e il 30 – 40 % di fosforo localizzato al trapianto e il resto degli elementi fertilizzanti in copertura tramite fertirrigazione.

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Per conoscere la conducibilità elettrica di una soluzione nutritiva è valida l’equazione di Sogni: G/l di soluto * 1,56?
Le equazioni che legano la conducibilità elettrica alla concentrazione di sali sono senz'altro approssimative e valide in un determinato range di concentrazione salina. Nel manuale “Fertirrigazione per le colture orticole di pieno campo” si è preferito, per semplicità, fornire l'equazione EC (mS/cm) = 1,56 C , che dà risultati approssimativi per concentrazioni elevate costituite da un solo sale. Si tenga presente che per una miscela fertilizzante per le ortive di pieno campo si ha un delta CE al massimo di 0.4 mS. Tuttavia anche io ho riscontrato che l'equazione di Sonneveld è molto più precisa e ho avuto numerosi riscontri empirici in questo senso. L'applicazione di irri.it per il calcolo della miscela fertirrigante utilizza quest'ultima http://www.irri.it/fertcolt/start.asp .
Citiamo, a tal proposito, un piccolo estratto da un capitolo di un manuale scritto per l'ARSIA da collaboratori del Prof. Pardossi che si può scaricare interamente in questa posizione http://www.clamerinforma.it/ARSIA/Schede_acqua/Arsia_Capitolo_XVI.pdf.

"Di seguito sono riportate alcune equazioni matematiche che descrivono la relazione tra la EC e la concentrazione salina di una soluzione:
1. Equazione di Sonneveld (1999):
EC (mS/cm) = 0,095 C + 0,19 Eq. 1
dove C rappresenta la concentrazione totale (inmeq/L) dei cationi (Ca, Mg, K, Na, NH4), o degli anioni, assumendo un’uguaglianza tra le due.
2. Equazione di Sogni (1990):
EC (mS/cm) = 1,56 C Eq. 2
dove C rappresenta la concentrazione totale di sali espressa in g/L."
Quesito suggerito da Ivan Di Giorgio (Utente di www.irri.it)


Risorse web:
www.irri.it/fertcolt/start.asp
www.clamerinforma.it/ARSIA/Schede_acqua/Arsia_Capitolo_XVI.pdf.

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Concimazione dei cereali

PerchÊ una corretta concimazione azotata dei cereali autunno vernini può contribuire alla salvaguardia della risorsa idrica?
Ottimizzare la concimazione significa sostanzialmente far assorbire alla coltura la maggior parte, se non la totalità, dell’elemento nutritivo apportato. Per far questo è necessario distribuire il concime nella giusta quantità, cioè tenendo conto sia dell’esigenze della pianta sia delle disponibilità naturali e di distribuirlo nei periodi, e solo in questi, in cui le piante hanno necessità di assorbire elementi nutritivi.

Per maggiori approfondimenti si può scaricare il manuale sulle cncimazioni azotate dei cereali autunno vernini al link in basso.

Risorse web:
www.irri.it/docs/fertilizzazioneazotata.pdf

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PerchÊ per la salvaguardia della falda è piÚ importante come si concimano le colture autunno vernine rispetto a quelle primaverili estive?
Le colture autunno vernine (come il grano, l’orzo l’avena etc.) hanno un ciclo piuttosto lungo che inizia in autunno e dura fino alla primavera inoltrata. Durante l’autunno e l’inverno può capitare che vi siano temperature molto basse e piogge abbondanti, in queste condizioni le radici assorbono poco nutrimento, nitrati, e se si trovano in abbondanza nel terreno in quel momento possono essere allontanati dalla zona radicale dalle piogge finendo per inquinare le falde. Un concimazione ottimale mira a minimizzare questa eventualità: fornendo azoto alla pianta nel momento in cui questa ha elevata capacità di assorbimento. Per far questo è necessario calcolare in maniera ottimale la dose di azoto da distribuire e frazionarla nei momenti di massima necessità della pianta.

L'applicazione sulla concimazione dei cereali autunno vernini è disponibile su irri.it permette di calcolare la dose di concime e indica i momenti ottimali per la concimazione.
Per accedere al calcolo del concime azotato per i cereali autunno vernini clicca sul link in basso

Risorse web:
http://www.irri.it/fert_cer/init_fertcer.asp

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Cosa sono i nitrati?
I nitrati sono composti minerali che si formano naturalmente nel terreno a partire dalla componente organica e dai concimi azotati in presenza di ossigeno. Questo processo avviene ad opera della flora tellurica ed è fondamentale perché la forma nitrica è la forma azotata più assimilabile da parte delle piante. Essi purtroppo sono pericolosi per l’ambiente in quanto molto solubili e, quindi, molto mobili nel suolo con il rischio di essere trasportati nelle falde idriche. Sembrano avere un elevato effetto cancerogeno sulla specie umana.

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Il problema dei nitrati riguarda solo terreni coltivati nel quale si distribuiscono concimi chimici azotati?
No, i nitrati sono prodotti anche della degradazione della sostanza organica che si trova in tutti i terreni anche in terreni di boschi o foreste.
Non è escluso che questi ultimi nel periodo autunno invernale, in presenza di abbondanti piogge possano rilasciare nitrati che vanno a inquinare le falde.
Un terreno solitamente coltivato e lasciato lavorato nel periodo autunno-vernino in attesa di essere investito con una coltura primaverile estiva (ad es. girasole) può essere molto pericoloso dal punto di vista del rilascio dei nitrati nelle falde. Infatti non essendoci le piante in seguito a piogge il terreno è piÚ soggetto sia a dilavamento e a fenomeni di ruscellamento.



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Quanto concime azotato devo distribuire ai cerealiautunno vernini?
Il calcolo è complesso e in questo ci può aiutare l’applicazione disponibile on line all’indirizzo riportato qui sotto. Per il calcolo è necessario tenere presente quanto asporta la pianta, quanto azoto si perde per dilavamento e volatilizzazione , quanto è naturalmente presente nel terreno e a disposizione della pianta.
Per ulteriori approfondimenti scarica il mauale “Fertilizzazione azotata dei cereali autunno vernini” di A. Masoni e S. Pampana al secondo indirizzo riportato in calce.


Risorse web:
www.irri.it/fert_cer/start_fertcer.asp
www.irri.it/docs/fertilizzazioneazotata.pdf

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Quanto azoto devo distribuire di fondo, quanto in copertura per la concimazione dei cereali autunno vernini?
I cereali hanno scarse esigenze azotate nelle prime fasi di sviluppo, pertanto è molto importante limitare le concimazioni azotate di presemina. Se non sono stati effettuati dei sovesci e non è stata interrata sostanza organica possiamo dire che in pre-semina si possono distribuire 20 UF azoto se la dose complessiva di azoto da distribuire alla coltura è inferiore a 100 UF e 30 UF azoto se la dose complessiva è maggiore di 10 UF azotato. Per un calcolo più dettagliato si può fare ricorso all’applicazione disponibile on line all’indirizzo indicato in "risorse web"

Risorse web:
www.irri.it/fert_cer/start_fertcer.asp .

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In che momento devo distribuire l’azoto in copertura nei cereali autunno-vernini?
È bene far coincidere la distribuzione di azoto con la fase di maggiore accrescimento: per i cereali dopo la germinazione e l’emissione della 4a foglia si ha l’accestimento che consiste nell’emissione di culmi secondari che affiancano quello principale. Questa fase si conclude con la formazione sul culmo principale del primo nodo da questo momento inizia la levata.
Il primo intervento di copertura è bene farlo coincidere con l’emissione del primo nodo. Nel caso la dose complessiva di azoto sia maggiore a 100 Unità Fertilizzanti è necessario distribuire la dose in due interventi: il primo all’emissione del primo nodo e il secondo 15 gg. dopo.
Una piccola quantità di azoto è in genere necessaria anche alla semina.

Su irri.it si può utilizzare l'applicazione per il calcolo della dose di azoto da distribuire ai cereali autunno-vernini, in output ci sono indicazioni precise anche del momento piÚ opportuno per eseguire le concimazioni. Clicca sul link in basso per accedere all'applicazione.


Risorse web:
www.irri.it/fert_cer/init_fertcer.asp

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Zone di vulnerabilitĂ  da nitrati

Irri.it e Zone a VulnerabilitĂ  da Nitrati (ZVN)
a breve sarĂ  disponibile su irri.it un ampia sezione riguargante le Zone a VulnerabilitĂ  da Nitrati con le solite modalitĂ . Vi sarĂ  una parte di servizio con applicazioni utili agli utenti e una parte informativa su questo argomento.

Per scoprire quando sarĂ  attiva questa sezione di irri.it tornate a visitarci o iscrivetevi al newsletter al link in basso.

Risorse web:
www.irri.it/news.asp

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